
Il Giorno del ricordo è una giornata importante per non dimenticare una pagina dolorosa della storia italiana: la tragedia delle foibe e l’esodo di tante persone italiane dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia.
Molte le celebrazioni in tutta Italia. Studenti e studentesse sono stati coinvolti a San Severino, Appignano e Tolentino.
A San Severino Marche la testimonianza di Fabiola Cecchetti
La cerimonia a San Severino Marche è iniziata con la deposizione di una corona di alloro al Monumento ai Caduti di via Roma. A causa della pioggia, subito dopo ci si è spostati all’interno del Teatro Italia, dove l’incontro è proseguito con grande partecipazione e attenzione.

Protagoniste e protagonisti della giornata sono state le studentesse e gli studenti dell’Istituto comprensivo “P. Tacchi Venturi”, dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Eustachio Divini” e dell’Istituto Professionale “Ercole Rosa”, che hanno seguito con interesse i diversi interventi.
La sindaca Rosa Piermattei ha spiegato perché è importante ricordare: «Celebrare questa Giornata significa non restare in silenzio davanti a una delle pagine più dolorose della nostra storia. Tante persone furono uccise e moltissime altre furono costrette a lasciare le loro case e la loro terra»..
La sindaca ha ricordato anche le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sottolineando che il Giorno del Ricordo non è solo una cerimonia, ma un atto di giustizia: conoscere il passato serve a rispettare la dignità di tutte le persone e a fare in modo che certi orrori non si ripetano.

Molto toccante è stata la testimonianza della professoressa Fabiola Cecchetti, dell’Associazione Unione degli Istriani. La professoressa ha raccontato la lunga storia delle terre dell’Adriatico orientale e il loro legame con la cultura italiana, ricordando anche episodi tragici come la strage di Vergarolla del 1946.
Nel suo intervento ha parlato di figure importanti come il dottor Geppino Micheletti e Norma Cossetto, simboli di coraggio e memoria, e ha ricordato che anche oggi è fondamentale difendere la verità storica.
«Furono 79 le persone marchigiane scomparse al confine orientale in quei giorni difficili – ha spiegato la professoressa Cecchetti, rivolgendosi poi direttamente alle ragazze e ai ragazzi – Parlatene, leggete, studiate, perché questa storia non venga dimenticata».
Appignano unisce “Memoria e Ricordo”: una riflessione comune sulla Shoah e sulle Foibe
Appignano ha offerto un momento di alto valore civile e culturale celebrando, per la prima volta insieme, il Giorno della Memoria (27 gennaio) e il Giorno del Ricordo (10 febbraio), attraverso due appuntamenti dedicati al pubblico e agli studenti delle scuole locali.

L’iniziativa “La Memoria e il Ricordo”, pensata per favorire una riflessione profonda su due tra le pagine più dolorose e differenti del Novecento, ha visto protagonisti voci autorevoli della storiografia e del giornalismo italiano: Gianni Oliva, docente di Storia contemporanea all’Università di Torino e studioso della Resistenza e del Confine orientale, e Lucia Bellaspiga, giornalista e saggista di Avvenire, oggi presidente nazionale dell’Associazione Italiani di Pola e dell’Istria (Aipi-Lcpe).
«Appignano ha scelto di farsi luogo d’incontro tra memoria e coscienza civile— ha dichiarato il sindaco Mariano Calamita — perché riflettere insieme sulla Memoria della Shoah e sul Ricordo delle Foibe significa crescere come comunità consapevole. Solo riconoscendo il dolore di tutte le vittime e custodendo con onestà la verità storica possiamo costruire un futuro fondato sul dialogo e sulla pace».

L’incontro dedicato agli studenti ha registrato un’ampia partecipazione e ha incluso momenti particolarmente emozionanti con la proiezione di video che raccoglievano i cori dei bambini, voci simboliche di pace e speranza. I giovani si sono distinti per l’attenzione e il desiderio di comprendere le ragioni più profonde degli eventi, per imparare a prevenirne il ripetersi
«La cultura della memoria non è soltanto commemorazione, ma un impegno civile che ci chiede di comprendere, tramandare e vigilare — ha affermato l’assessora alla Cultura Federica Arcangeli —. Abbiamo voluto che ragazzi e adulti riflettessero insieme su come la conoscenza del passato ci aiuti a riconoscere e a fermare ogni germe di intolleranza e di odio. La risposta del pubblico e delle scuole è stata straordinaria, questo ci riempie di soddisfazione è segno di una comunità viva e attenta».
Una cerimonia al Parco Vittime delle Foibe
A Tolentino l’iniziativa è stata promossa dal Comune insieme agli Istituti comprensivi Lucatelli – Don Bosco, all’Istituto di istruzione superiore Filelfo e all’Ipsia Frau.

La cerimonia ufficiale si è svolta al Parco Vittime delle Foibe, in viale Benadduci, con la deposizione di una corona di alloro. Sono intervenuti il sindaco Mauro Sclavi, il presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi Gentiloni Silverj e, per il Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi, Rebecca Cingolani e Niccolò Gentili.
Hanno partecipato anche le studentesse e gli studenti e il Consiglio comunale dei Ragazzi, a testimonianza di un ricordo condiviso e di un impegno a non dimenticare.



