Dal padel all’impegno per l’autismo, Antonio Bertoli scout per l’inclusione

Vi presentiamo i 28 Alfieri della Repubblica, nominati dal presidente Sergio Mattarella in un viaggio a puntate per conoscere le loro storie e il loro impegno. Partiamo dal giovane scout, dalla volontaria Noa Thuy Bertuccioli e da Emanuele Amodio

Antonio Bertoli
Antonio Bertoli

Essere giovani non vuol dire non poter essere grandi nei gesti e nelle azioni. Lo dimostrano i 28 “Alfiere della Repubblica“, attestati d’onore conferiti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a giovani che, nel 2025, si sono distinti per comportamenti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà.

Abbiamo deciso di raccontarvi le loro storie a puntate per valorizzare i loro gesti di impegno e solidarietà. Partiamo da Emanuele Amodio, Antonio Bertoli e Noa Thuy Bertuccioli

Sperimentare e comunicare la solidarietà

Il tema scelto per l’edizione 2025 è “Sperimentare e comunicare la solidarietà”.

«Gli adolescenti si confermano gli interpreti più sorprendenti e spontanei di questo valore – fa sapere il Quirinale in una nota – Nonostante persista un luogo comune che li descrive come distanti dall’impegno sociale, la realtà racconta ragazzi capaci di partecipazione, empatia e desiderio di aiutare. Per loro la solidarietà è un’immagine a colori, che si declina in molteplici forme.

Sostenere un compagno in difficoltà, prendersi cura dell’ambiente, mobilitarsi durante un’emergenza: sono gesti che dimostrano come, per gli adolescenti, la solidarietà rappresenti un modo autentico di sentirsi parte di una comunità. È un sentimento profondo di condivisione, che esprime la volontà di contribuire al miglioramento delle condizioni di chi si trova in una situazione di difficoltà o vulnerabilità.

Con questa prospettiva si è cercato di raccontare l’impegno per gli altri che i ragazzi sperimentano ogni giorno, valorizzando i loro gesti e dando spazio a forme nuove di comunicazione. Ne emerge un mosaico di giovani volontari, di ragazzi coraggiosi, di scrittori impegnati, di adolescenti che hanno trasformato fragilità o disabilità in punti di forza. Sono protagonisti attivi di una società che aspira a essere più inclusiva, responsabile e attenta al bene comune, capace di affrontare con maggiore coesione le sfide del presente e del futuro.

Rendere visibile questo patrimonio di altruismo e sensibilità significa favorire la diffusione di un modello positivo di convivenza civile e incoraggiare altri a seguirne l’esempio, contribuendo ad alimentare una solidarietà sempre più “contagiosa”».

Dal padel all’autismo

Antonio Bertoli, 13 anni, residente a Brescia – Per l’impegno con il quale ha partecipato a un progetto dedicato a ragazzi e ragazze con disturbo dello spettro autistico. Una testimonianza di solidarietà concreta, fonte di ispirazione per molti coetanei.

Dopo una prima esperienza in un corso di padel inclusivo, su stimolo dei capi scout Agesci, Antonio ha scelto con consapevolezza di aderire a un progetto finalizzato allo sviluppo delle competenze comunicative e relazionali di ragazzi e ragazze con disturbo dello spettro autistico. Ha partecipato con maturità agli incontri, interagendo attivamente con i bambini e favorendo empatia, dinamiche di cooperazione e gioco condiviso.

Un amico in sedia a rotelle

Iniziamo da Emanuele Amodio, residente a Ostuni – Per la naturalezza e la forza della sua amicizia con un compagno con disabilità. Il suo impegno costituisce un esempio di come i piccoli gesti quotidiani possano realizzare inclusione e far crescere la solidarietà.

Emanuele Amodio e Karol Pastore
Emanuele Amodio e Karol Pastore

Emanuele, 19 anni, coltiva una profonda passione per la conoscenza, ma non ha mai messo in secondo piano l’amicizia che lo lega, fin dall’infanzia, al compagno di banco Karol Pastore, costretto su una sedia a rotelle. Divenuto per lui una presenza costante, discreta e affidabile, Emanuele testimonia, con grande semplicità, come i valori umani più autentici possano costruire convivenza, nel rispetto delle differenze e nella condivisione delle responsabilità.

Ambasciatrice di volontariato

Noa Thuy Bertuccioli, 18 anni, residente a Urbino – Per il maturo impegno con cui traduce nella quotidianità i valori dell’associazione in cui opera come volontaria. Il suo carisma e la sua intraprendenza la rendono un esempio per altri volontari.

Noha Tuy Bertuccioli
Noha Thuy Bertuccioli

Noa Thuy è una giovane volontaria della Croce Rossa Italiana che esprime impegno, senso civico e capacità di iniziativa. Entrata all’età di quattordici anni, ha partecipato con continuità alla vita dell’associazione, facendone propri i valori fondanti e divenendone ambasciatrice presso i coetanei, anche attraverso la promozione di un corso di primo soccorso nel proprio istituto scolastico. Il suo percorso costituisce anche un esempio di cittadinanza attiva.

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