
Quattordici studenti delle scuole medie e superiori italiane sono volati in Cina per partecipare alla Beibei Cup, uno dei tornei di calcio giovanile più prestigiosi del Paese.
Selezionati grazie a una borsa di studio promossa dall’azienda americana ViaSoccer, i ragazzi (provenienti da istituti di Civitanova, Pollenza, San Genesio, Morrovalle e Rimini) hanno unito le forze come squadra Under 12, affiancati da due assistenti allenatori. È stato un viaggio impegnativo per mente e corpo, che ha regalato al gruppo 10 giorni di ricordi indelebili impossibili da acquisire altrove.
Uscire dalla propria comfort zone
Alla guida della squadra c’era l’allenatore Dario Marcolini, che ha voluto ringraziare i dirigenti delle quattro scuole per la collaborazione e la mentalità aperta: «Abbiamo standard elevati nell’assegnazione di questa borsa di studio, non solo i vincitori devono essere eccellenti giocatori di calcio, ma anche distinguersi accademicamente e moralmente».

L’obiettivo, spiega il mister, non era enfatizzare la prestazione sportiva, ma insegnare ai ragazzi «l’importanza dell’accademia senza sacrificare il loro hobby, e viceversa. Vogliamo insegnare loro a prepararsi quando arrivano le opportunità e l’importanza di uscire dalla comfort zone per crescere».
Anche il jet lag è una sfida
Affrontare il torneo ha comportato non poche difficoltà: «I ragazzi hanno avuto molte sfide con clima, cibo, jet lag e barriere linguistiche, ma hanno giocato molto bene e hanno imparato il concetto di ‘sacrificio’, essenziale per la giovane generazione».

Analizzando il livello tecnico, Marcolini ha osservato che «il calcio giovanile cinese è cresciuto enormemente nell’ultimo decennio. Tecnicamente sono circa allo stesso livello della nostra squadra, ma atleticamente molti sono più forti di noi. La differenza è che i nostri ragazzi giocano più partite in Italia e hanno più esperienza».
Creare opportunità
Questo progetto rientra nelle attività annuali di ViaSoccer LLC, una compagnia americana con sede a Fairfax focalizzata sugli scambi culturali internazionali per promuovere l’amicizia tra Italia e Cina. Partita dalle scuole superiori delle Marche, l’iniziativa si sta ora espandendo ad altre fasce d’età nel resto del Paese.

Come ha dichiarato la presidente Sue Su: «Vorremmo continuare a creare opportunità per i giovani coraggiosi e di mentalità aperta, che hanno dimostrato eccellenza sia negli studi che in hobby speciali come l’arte e lo sport».







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