Biliardino fatto con i rifiuti, Ettore e Leone Magnaterra vincono il RubbishArt del Montelago

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Leonardo ed Ettore Magnaterra

I due under 10 hanno partecipato alla prima edizione del concorso nato dalla collaborazione tra gli organizzatori del festival e Cosmari

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Un “biliardino pazzo” e una spada costruiti con cartone, cannucce, posate, lattine e bottiglie. Sono le opere con cui Leone ed Ettore Magnaterra, entrambi under 10, hanno partecipato all’edizione “zero” di RubbishArt, il nuovo concorso nato al Montelago Celtic Festival dalla collaborazione tra gli organizzatori della manifestazione e Cosmari.

Un esperimento che ha conquistato il popolo di Montelago e che ha avuto un obiettivo molto semplice: dimostrare che ciò che consideriamo un rifiuto può avere una seconda vita. Basta aggiungere fantasia, creatività e un po’ di manualità.

Leone ed Ettore, piccoli artisti del riciclo

Il concorso prevedeva la realizzazione di opere, installazioni e sculture utilizzando obbligatoriamente materiali provenienti dalla raccolta differenziata o comunque destinati a diventare rifiuti.

Tra i partecipanti c’erano anche Leone ed Ettore Magnaterra. Vista la loro giovane età, la giuria ha deciso di creare una classifica speciale dedicata agli under 10.

I due bambini si sono messi al lavoro con quello che avevano a disposizione: cartone, cannucce, posate, colori, lattine e bottiglie. Da questi materiali sono nati un curioso “biliardino pazzo” e una spada.

Un modo divertente per imparare una lezione importante: prima di buttare qualcosa possiamo chiederci se possa essere riutilizzato, trasformato o diventare addirittura un’opera d’arte.

Dieci opere nate dai rifiuti di Montelago

RubbishArt nasce dalla collaborazione tra Montelago Celtic Festival e Cosmari, che da anni lavorano insieme per mantenere puliti e tutelare i luoghi che ospitano il festival.

L’obiettivo è promuovere la raccolta differenziata, ridurre la produzione dei rifiuti e valorizzare il patrimonio ambientale delle terre alte della Marca, ma anche stimolare il talento e la creatività.

Il cane Whiskey
Il cane Whiskey

E il popolo di Montelago ha risposto: dieci concorrenti hanno realizzato dieci opere, tutte legate in qualche modo all’atmosfera e alla storia del festival.

A valutarle è stata una giuria composta da Maurizio Serafini, ideatore di Montelago, Paolo Gattafoni, presidente Cosmari, Marzia Mattioli, direttrice di Legambiente Marche, Michela Bussolotto e Andrea Bernabei di Cosmari. L’organizzazione e la segreteria sono state curate da Luca Romagnoli dell’Ufficio stampa Cosmari.

Da Whiskey all’ecosistema fantasy

Tra le creazioni che hanno attirato l’attenzione c’è stato Whiskey, simpatico cane di razza scherzosamente definita “best bau”, ormai diventato una mascotte del festival. Riccardo Serafini lo ha costruito utilizzando lattine di alluminio e plastica.

Elisa Sezlini ha invece presentato “Perlifica”, opera ispirata a una canzone di Caparezza e realizzata con lattine, filo di cotone, plastica e nastro adesivo.

Spazio anche al mondo fantasy con “Eco-Lives”, un piccolo ecosistema costruito con semi, fil di ferro, tè scaduto, carta, tela, cartone, gusci, bottiglie, fiammiferi usati, sale grosso e tanti altri materiali recuperati.

Sul podio un’arpa e una “rinascita”

Al terzo posto si è classificato “Il suono della fratellanza”, un’arpa ideata da Manolo Veroli e Cinzia Scarponi. Legno, alluminio e plastica sono stati assemblati per creare uno strumento simbolico capace di richiamare, attraverso gli elementi della natura, tutti i “fratelli” del popolo di Montelago.

Secondo posto per “Rinascita dopo il temporale”, un’opera nata da un imprevisto realmente accaduto durante il festival. Una tempesta aveva infatti distrutto tre gazebo su quattro. Il gruppo capitanato da Stefano Bisonni ha deciso di non considerare quei resti semplicemente spazzatura e li ha trasformati in qualcosa di nuovo, utilizzando pezzi dei gazebo, nastro adesivo e, come hanno scritto gli stessi autori, “tanta speranza”.

Il “Trono di gazebi” vince RubbishArt

Proprio i gazebo danneggiati dal maltempo sono diventati protagonisti anche dell’opera vincitrice.

Il primo premio è andato al gruppo proveniente da La Spezia guidato da Raffaele Biancalani, autore del maestoso “Trono di gazebi”.

Bancali di legno, alluminio, acciaio e plastica recuperati dai gazebo “sacrificati dalla furia di Thor” sono diventati una grande seduta dall’aspetto decisamente celtico. Il trono ha riscosso successo anche al di fuori del concorso: tantissime persone hanno voluto sedersi e farsi fotografare.

Quando da qualcosa di rotto nasce qualcosa di nuovo

È proprio questo il messaggio che gli organizzatori volevano trasmettere.

«Il concetto del contest voluto dal Cosmari a Montelago ha l’intento di trasformare in arte il rifiuto del festival», ha spiegato Maurizio Serafini, ricordando come creatività e riciclo siano da sempre tra gli obiettivi della manifestazione.

Secondo Serafini, il Trono di gazebi rappresenta perfettamente lo spirito di Montelago perché racconta «la capacità di saper vedere oltre la disgrazia, la capacità di ricostruire, di dare un senso alle macerie e allo scarto».

Anche il presidente di Cosmari Paolo Gattafoni ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa, nata per sensibilizzare chi partecipa al festival sui temi ambientali, sulla raccolta differenziata, sul riuso dei materiali e sul rispetto dei luoghi.

Dopo il successo dell’edizione “zero”, l’idea è quella di far crescere RubbishArt e trasformarlo in un appuntamento stabile del Montelago Celtic Festival. E chissà quali nuovi oggetti, animali fantastici, giochi o troni potranno nascere il prossimo anno da ciò che, a prima vista, sembrava soltanto qualcosa da buttare.


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Avatar Alessandra Pierini

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