Scuole chiuse per elezioni, il Comune di Macerata valuta un “accorciamento”

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Dopo le proteste dei genitori delle scuole sede di seggio, l’amministrazione valuta i gruppi di lavoro per tentare di ridurre i giorni di chiusura. Intanto una buona pratica arriva da Trento dove si vota nelle scuole mentre alunni e alunne fanno regolarmente lezione

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Elezioni a scuola

Il Comune di Macerata sta valutando un accorciamento della pausa elettorale nelle scuole. «In relazione alle proteste dei genitori – fa sapere l’amministrazione – relative alla prolungata chiusura delle scuole sede di seggio elettorale, il Comune di Macerata precisa che il prossimo svolgimento delle elezioni regionali determina esigenze logistiche per il montaggio, smontaggio dei seggi e successive pulizie che richiedono un’attività ulteriore rispetto a quella strettamente connessa al voto, su numerose sedi scolastiche.
Si sta procedendo ad una revisione dei gruppi di lavoro coinvolti nelle diverse attività al fine di attenuare il disagio, riducendo i tempi di chiusura».
Non resta che attendere per sapere se sarà possibile andare a scuola per uno o due giorni in più.
Resta però l’interrogativo che non riguarda solo Macerata ma tutta Italia. Perché si deve votare proprio nelle scuole? 
In realtà non esiste un obbligo di legge ma le aule si prestano ad essere usate come sedi seggio elettorale perché ci sono spazi ampi, sedie e banchi già pronti e la sicurezza è testata. Questo non vuol dire che sia la soluzione migliore quella che riduce i giorni di scuola di studenti e studentesse più giovani (di solito non si vota nelle scuole superiori o nei licei).

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La buona pratica che arriva da Trento

Un suggerimento arriva da Trento dove la dirigente scolastica Paola Pasqualin, alle amministrative e al referendum di giugno, ha ottenuto una situazione promiscua. Ecco la lettera in cui ha diffuso la sua buona pratica: «Dobbiamo disquisire quale diritto prevale sull’altro attivando un dibattito di nessun valore? Possiamo semplicemente pensare che il tempo, il progresso, l’esercizio della democrazia e la nostra Costituzione possono essere applicate migliorando le condizioni di tutti e risolvendo i problemi a beneficio di ciascuno e non perpetuando azioni solo perché “si è sempre fatto così”?

A Trento quest’anno ci siamo in parte riusciti e ne siamo molto orgogliosi. Grazie al confronto e alla collaborazione realizzatasi con il Comune e la Questura siamo riusciti per le amministrative e per il referendum, a tenere aperte le scuole primarie Crispi e Sanzio, che in parte sono state occupate dai seggi mentre negli altri spazi si sono tenute le regolari lezioni scolastiche. Una convivenza possibile, anzi direi educativa. Pensate i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze, vedranno che nella loro scuola gli adulti vanno a votare, faranno domande e le insegnanti spiegheranno loro che cosa sta accadendo e che cos’è il voto (non cosa si vota), il valore di esprimerlo e la potenza che esso ha per la democrazia. Sia mai che si riesca ad attivare in loro, e anche in noi adulti, l’importanza di “agire” sempre, coniugandoli, diritti fondamentali quali il voto e l’istruzione».

(a.p.)

 

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Avatar Alessandra Pierini

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