Appignano, la sindaca di ragazzi e ragazze Matilde Angeloni: «L’umanità impari davvero a scegliere la pace»

Il discorso per la commemorazione dei defunti e dei caduti di tutte le guerre alla presenza del sindaco Mariano Calamita e delle Forze armate

 

Matilde Angeloni con il sindaco Mariano Calamita
Matilde Angeloni con il sindaco Mariano Calamita

di Matilde Angeloni*

Il 2 novembre, insieme al sindaco Mariano Calamita, alle forze dell’ordine, ai ragazzi e alle ragazze delle classi quinte della primaria, ai miei compagni e compagne della scuola secondaria e alle nostre insegnanti, abbiamo partecipato a una cerimonia molto importante: la commemorazione dei defunti e dei caduti di tutte le guerre.

La cerimonia

Ci siamo ritrovati davanti al Monumento ai Caduti di Appignano, dove abbiamo deposto una corona d’alloro in segno di riconoscenza verso chi, con coraggio e sacrificio, ha donato la propria vita per la libertà e per il futuro del nostro Paese.

I ragazzi e le ragazze più piccoli, quelli delle classi quinte, hanno letto delle lettere in cui avevano immaginato di essere in guerra (per i ragazzi) o a casa in attesa del ritorno di un familiare (per le ragazze), mentre noi della scuola secondaria avevamo poesie e discorsi.

Matilde Angeloni con il sindaco Mariano Calamita

Il discorso di Matilde Angeloni

Durante la cerimonia ho avuto l’onore di pronunciare un discorso, che vorrei condividere con voi, perché racchiude il senso di questa giornata:
“Oggi siamo qui per ricordare tutte le persone che hanno combattuto per la Patria, in particolare coloro che sono morti per poterci dare un futuro migliore.

Ogni singolo soldato è stato chiamato al sacrificio, ha messo a disposizione la sua giovane esistenza in nome degli ideali di libertà e di una Patria unita.
Molti, nei luoghi di guerra e nelle trincee, hanno vissuto una vita dolorosa per poi non tornare più alle loro case e ai loro affetti. Tutto ciò ha permesso a noi di vivere in un mondo più giusto e libero.

A volte non ci rendiamo conto di ciò che hanno sacrificato per noi e di quanto la loro azione serva ancora oggi per garantirci pace e sicurezza. In molti paesi del mondo, infatti, ci sono persone che combattono ogni giorno rischiando la vita.

Oggi non ricordiamo solo la vittoria dell’Italia nel 1918, ma commemoriamo tutti coloro che sono morti in quel drammatico conflitto e in tutte le guerre che si combattono ancora oggi.
È anche la festa delle Forze Armate: come ha detto il presidente Sergio Mattarella, le loro imprese hanno contribuito a fare dell’Italia una nazione indipendente, libera e ispirata a valori democratici e di pace.

Ricordiamo tutto questo per far sì che non si ripetano gli errori del passato e nella speranza che l’umanità impari davvero a scegliere la pace.”

Matilde Angeloni con il sindaco Mariano Calamita alla commemorazione dei defunti
La cerimonia di commemorazione dei defunti

L’importanza di mantenere viva la memoria

Mentre parlavo, guardavo il monumento e pensavo che la memoria è un ponte che ci collega a chi è venuto prima di noi e ci insegna a non dare mai per scontata la libertà.
Alla fine della cerimonia, molti cittadini si sono avvicinati per ringraziare noi ragazze e ragazzi. È stato bello sentire che, anche nel nostro piccolo, possiamo contribuire a mantenere viva la memoria.

Il Consiglio dei Ragazzi di Appignano, di cui faccio parte come sindaca, è un progetto dell’Istituto Comprensivo “Luca della Robbia”, plesso di Appignano. Serve a farci fare esperienze concrete di cittadinanza, a capire che ogni gesto come deporre una corona, partecipare a una cerimonia, o semplicemente ascoltare può aiutare a costruire una comunità più unita e rispettosa della storia di tutti.

Ricordare, per noi ragazze e ragazzi, non è solo guardare al passato, ma imparare a scegliere il futuro con responsabilità e gratitudine nei confronti di chi è venuto prima di noi.

*Matilde Angeloni, sindaca dei ragazzi e delle ragazze di Appignano

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1 COMMENT

  1. Molto bello. Però, impariamo ad avere la “pace” nel nostro cuore personale, in quanto, come intenzione, si espande per tutto il pianeta, nella Pace universale.

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