
Il Liceo Scientifico G. Galilei di Macerata chiede una sede unica. Non sono gli studenti a scendere in campo questa, volta ma docenti, Consiglio di Istituto e personale ATA che hanno firmato all’unanimità una dura lettera indirizzata al presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci e a tutte le istituzioni territoriali interessate per chiedere una soluzione definitiva a un problema che va avanti da oltre venticinque anni.
Oggi il liceo è diviso in più sedi e, secondo chi vive la scuola ogni giorno, questa situazione crea molte difficoltà. Gli insegnanti spiegano che è più complicato organizzare attività comuni, usare i laboratori scientifici e coordinare le lezioni. Anche studenti e studentesse devono spostarsi e non sempre possono vivere pienamente tutte le esperienze scolastiche insieme.

La situazione potrebbe diventare ancora più complessa durante i prossimi lavori di ristrutturazione, perché il liceo rischia di essere distribuito addirittura su tre sedi diverse. Questo significherebbe nuovi traslochi di aule, laboratori e attrezzature.
Nella lettera si sottolinea anche l’importanza storica del Galilei, fondato nel 1923 e considerato uno dei licei più antichi delle Marche. Per questo la comunità scolastica chiede un “impegno formale e pubblico” per trovare una sede unica che possa garantire migliori condizioni di studio e di lavoro.
L’obiettivo, spiegano, è assicurare a studenti e studentesse il diritto a una scuola più unita, moderna e funzionale.
«Ciò che ci preoccupa maggiormente – scrivono – non è soltanto la fase transitoria. Le informazioni in nostro possesso non ci consentono di escludere che, al termine dei lavori, la situazione di divisione su più sedi rimanga invariata.
Questo scenario è inaccettabile. La nostra scuola con la storia, le dimensioni e il ruolo culturale che ha nella città di Macerata non può continuare ad operare in una condizione di precarietà logistica che nessun’altra istituzione scolastica della Provincia si troverebbe a tollerare così a lungo. Va rilevato, a questo proposito, che in tutto questo tempo le Amministrazioni Provinciali che si sono succedute avrebbero avuto ogni strumento per affrontare e risolvere strutturalmente il problema: la circostanza che ciò non sia avvenuto è una scelta di cui si vedono oggi le conseguenze.
Sarebbe utile anche una valutazione circa l’utilizzo di fondi pubblici per la costruzione di una nuova sede: in particolare, ci chiediamo se siano state esplorate le possibilità offerte dai fondi per la ricostruzione post-sisma 2016, dai fondi del Piano
Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dai fondi del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari (PNC)».
Docenti, personale ATA e Consiglio di Istituto chiedono inoltre che ogni decisione futura venga condivisa con la scuola e comunicata con trasparenza.







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