GeJazz, sei ragazzi e una lezione dalla musica: «Non aspettare, buttati e basta

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Nicola Boriani,Tommaso Baldoni, Paolo Carelli, Davide Borianie, Edoardo Bregagna e Marco Burattini di Ancona sono i componenti del gruppo GeJazz. nato dall’Associazione Zona Musica. Una band di ragazzi tra i 14 e i 18 anni dalle sonorità jazz, fusion blues e latin

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di Carlo Torregrossa

Sei ragazzi di Ancona, tutti tra i 15 e i 18 anni con una passione, la musica jazz. Nicola Boriani (Vibrafono), Tommaso Baldoni (batteria) Paolo Carelli (flauto) Davide Boriani (Sassofono soprano) Edoardo Bregagna (Pianoforte) e Marco Burattini (basso) sono i GeJazz, gruppo nato nell’Associazione Anspi Zona Musica Aps. Il loro gruppo interpreta brani jazz, blues, fusion e latin alternando giri di improvvisazione e interplay, un botta e risposta tra due musicisti in cui si seguono la struttura e i giri di accordi del brano.

Crescere insieme attraverso la musica jazz

Nicola, Tommaso, Paolo, Davide, Edoardo e Marco, tutti di Ancona, già si conoscevano, ma non pensavano di suonare insieme, fino a quando durante un campus organizzato da Zona Musica, è nata l’idea di creare una band: «Ci siamo fatti seguire da Matteo Marabini, il mio maestro di vibrafono – spiega Nicola Boriani, studente del Liceo scientifico di Ancona, e vibrafonista del gruppo, – Siamo cresciuti molto insieme, partendo da una base su uno strumento che già suonavamo singolarmente. Non avevamo mai suonato jazz, perciò abbiamo fatto un anno di musica d’insieme sul genere e adesso siamo molto contenti dei risultati che abbiamo raggiunto in un solo anno».

Una scelta logica, ma non scontata

Sicuramente non è da tutti abbracciare le sonorità jazz, anche se Nicola minimizza: «La nostra è stata un esigenza strumentale, io già suonavo il vibrafono, poi gli altri miei compagni suonavano: pianoforte, batteria, flauto, sassofono e basso, così ci è sembrato che il jazz fosse la scelta giusta».

I GeJazz, composti da: Nicola Boriani,
Tommaso Baldoni Paolo Carelli ,Davide Boriani
Edoardo Bregagna e Marco Burattini

La scelta è sicuramente logica, ma nasce anche dall’esperienza personale dei componenti: «siamo stati influenzati molto dai nostri insegnanti. Io personalmente anche da mio cugino che suona a sua volta musica jazz».

Ma se da una parte formare il gruppo è stato facile, non lo è stato altrettanto affrontare un genere complesso come il jazz. «Imparare il genere è stato difficile ma l’anno prossimo sicuramente continueremo a suonare insieme. Vogliamo continuare sia con lezioni di gruppo ma anche con corsi singoli, sempre con Zona Musica, per imparare meglio l’improvvisazione. Così da migliorare e mettere ancora di più le mani sul genere».

Un’esperienza di gruppo

Attraverso lo studio e tanta pratica, i GeJazz sono cresciuti molto «soprattutto grazie all’aver suonato tanto insieme. Suonare insieme è sempre una bella esperienza». I ragazzi grazie a Zona musica e Live music experience, sono riusciti a fare diverse esibizioni, tra cui anche quella di “Piediripa in Pizza”. Tutte esperienze che hanno aiutato il gruppo a crescere e anche a superare l’ansia delle prime volte: «Rispetto alla mia prima esibizione l’ansia è sicuramente minore. Anche se un po’ di agitazione è giusta anche utile per la concentrazione, se la sai gestire. Secondo me se qualcuno suona senza avere un minimo di ansia, vuol dire che non si preoccupa di suonare bene».

Ma oltre all’ansia di suonare bene, suonare dal vivo regala emozioni uniche, che solo chi è salito sopra un palco, grande o piccolo che sia, può descrivere: «Suonare dal vivo è sempre emozionante – racconta Nicola – ci permette di connetterci con il pubblico, trasmettendo le emozioni sulle quali noi abbiamo lavorato e studiato. Ci piace far partecipare il pubblico, trasmettendogli le nostre stesse emozioni».

I GeJazz condividono così con il pubblico la propria energia oltre che la propria musica: «È inutile creare musica che rimane all’interno del nostro gruppo e basta, bisogna sempre trovare delle occasioni per divulgarla, farti ascoltare e condividerla». Anche se di esperienze i giovani jazzisti ne hanno avute, non è sempre scontato trovare spazi adatti. Ma il duro lavoro a volte paga e i GeJazz stanno creando le proprie occasioni: «Noi ci sentiamo valorizzati in diversi contesti».

Suonare insieme divertimento e ascolto

Suonare insieme è un’esperienza unica, che regala emozioni e tanto divertimento, ma insegna anche l’ascolto: «In una musica dove c’è pochissimo di scritto – spiega Nicola –  l’ascolto dell’altro è fondamentale sia a livello musicale, cercare di riprendere le frasi che l’altro fa con lo strumento, ma anche a livello umano. L’ascolto reciproco è fondamentale per prendere insieme una decisione o anche solo ascoltare un consiglio».

Ma insieme all’ascolto e alla serietà, suonando insieme ci si deve divertire, essere affiatati e corali: «Non bisogna mai cadere nell’individualismo. Quando si fa un’improvvisazione non lo faccio per far sentire il mio virtuosismo, ma per rendere il brano bello per tutto il gruppo».

Il momento esatto non serve

Nicola ci lascia anche un consiglio molto importante: seguire ciò che accade. Non bisogna aspettare il momento esatto per fare qualcosa «se ti piace, buttati e basta. Io è dalle medie che voglio creare il mio gruppo ed ora che sono al liceo ne ho uno. Se conosci qualcuno che suona e pensi potresti suonare insieme a lui, non aspettare, chiediglielo e basta».

GeJazz
I GeJazz, composti da: Nicola Boriani,
Tommaso Baldoni Paolo Carelli ,Davide Boriani
Edoardo Bregagna e Marco Burattini

 

Ma creare un gruppo e iniziare a suonare insieme ovviamente non basta, oltre allo studio e alla pratica serve anche capire cosa ti piace «Ascolta tanto, per capire cosa ti piace. Non ascoltare per forza quello che ascoltano tutte e tutti, ma ascolta tante cose diverse».
Nicola poi, prende questa cosa alla lettera, con una libreria musicale che va da Simon Mouillier, Snarky Puppy, vibrafonisti come Joel Ross e anche un po’ di Pop: «Ascolto anche le canzoni che passano in radio».

Le occasioni non mancano, ma servono più spazi per i giovani. Suonare insieme ad un gruppo è un’esperienza formativa che aiuta molto a crescere per questo è importante che si creino spazi per far suonare le band: «è sempre bello creare contesti per far esibire le band, soprattutto quelle giovani». Non resta altro che rimanere aggiornati sulle prossime novità e concerti dei GeJazz, attraverso la loro pagina instagram gejazz_sextet


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