Guardami negli occhi, 500 studenti a scuola di rispetto: «La violenza si previene anche con le parole»

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Guardami negli occhi, la presentazione

Al via la sesta edizione del progetto contro la violenza di genere che coinvolge 22 classi delle scuole superiori della provincia di Macerata. Laboratori, incontri, un gioco da tavolo e persino l’opera lirica per imparare a riconoscere le emozioni e costruire relazioni sane


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Quanto è importante guardare una persona negli occhi? E quanto possono pesare le parole che scegliamo di usare quando parliamo con qualcuno? Il rispetto, la libertà, la gelosia, il possesso e la violenza sono temi che riguardano anche i più giovani e sui quali è importante imparare a riflettere fin da piccoli.

È proprio questo l’obiettivo di “Guardami negli occhi – Scuola libera dalla violenza”, il progetto che torna per la sesta edizione coinvolgendo circa 500 studenti e studentesse di 22 classi delle scuole superiori della provincia di Macerata.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina alla Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata, alla presenza delle autorità civili e militari.

La violenza si previene imparando a riconoscerla

Il progetto, nato da un’idea dell’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Macerata su iniziativa della vicesindaca Francesca D’Alessandro, coinvolge le classi terze e quarte degli istituti superiori, con un percorso fatto di incontri, laboratori e occasioni di confronto.

L’obiettivo è aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere i comportamenti che possono rendere una relazione poco sana, a comprendere meglio le proprie emozioni e a rispettare la libertà delle altre persone.

«Abbiamo fatto passi da gigante nella normativa – ha spiegato la nuova questore di Macerata Barbara Strappato –. Una cosa che si è mossa molto poco invece è la cultura che non riusciamo a cambiare. Concetti e pregiudizi si nascondono dietro parole piccole come i se e i ma. La parità di genere va cercata ogni giorno».

Per questo, secondo la questore, è fondamentale cominciare proprio dalle parole, imparando a riconoscere quelle che possono nascondere stereotipi, pregiudizi o giustificazioni della violenza.

Anche il prefetto Giovanni Signer ha sottolineato il ruolo fondamentale della scuola, che deve aiutare i giovani a sviluppare uno spirito critico anche rispetto ai messaggi trasmessi dai media e dai testi di alcune canzoni: «Guardarsi negli occhi è un segno di rispetto nei confronti di una persona».

Un gioco dell’oca per imparare il rispetto

Tra le novità di questa edizione c’è anche un gioco da tavolo educativo realizzato dai Carabinieri, intitolato “Viaggio nella consapevolezza contro la violenza di genere”.

A presentarlo è stato il comandante provinciale Raffaele Ruocco. Si tratta di una sorta di gioco dell’oca, pensato per bambini e bambine a partire dai 10 anni, già presentato al festival Evo, nel quale le caselle invitano a rispondere a domande, spiegare concetti e riflettere sui comportamenti.

Un modo diverso per affrontare argomenti importanti, utilizzando il gioco come strumento per imparare e confrontarsi.

Il sindaco Sandro Parcaroli ha inoltre espresso l’auspicio che il progetto, dopo il successo ottenuto nelle scuole superiori, possa arrivare anche nelle scuole primarie, perché il rispetto si impara fin dall’infanzia.

Anche l’opera lirica può insegnarci qualcosa sulle relazioni

Non soltanto incontri con esperti ed esperte. Quest’anno il progetto utilizza anche il teatro e la musica per parlare di sentimenti e relazioni.

Gli studenti e le studentesse delle scuole maceratesi lavoreranno infatti su “Il Trovatore”, l’opera di Giuseppe Verdi in programma al Macerata Opera Festival.

Attraverso un laboratorio guidato dal regista e attore Michele Pirani, ragazze e ragazzi potranno riflettere su amore, gelosia, potere, vendetta e condizione femminile, scoprendo come anche una storia raccontata oltre 170 anni fa possa offrire spunti per comprendere il presente.

Il risultato di questo percorso sarà presentato il 25 novembre, alle 17.30, al Teatro Lauro Rossi di Macerata, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. sarà presente la psicologa Agnese Scappini.

Le domande degli studenti, anche in forma anonima

Uno degli appuntamenti più importanti è in programma lunedì 19 ottobre, alle 10.30, nell’aula magna dell’ITE “Gentili” di Macerata.

Qui si ritroveranno tutte le classi partecipanti per incontrare rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine, del Centro Antiviolenza e del Centro per Uomini Autori di Violenza.

Ma non saranno soltanto gli adulti a parlare: ragazze e ragazzi potranno fare direttamente le proprie domande, anche in forma anonima attraverso un QR code.

Un’occasione per chiedere chiarimenti, esprimere dubbi e affrontare argomenti di cui non sempre è facile parlare apertamente.

Il calendario, è iniziato ieri al Teatro Feronia di San Severino Marche con la dottoressa Monica Calcagni, proseguirà il 20 novembre al Teatro di Montecosaro, dove alle 21 sarà ospite Jennifer Guerra.

L’ultimo appuntamento si terrà il 3 dicembre all’Istituto Agrario “Garibaldi” di Macerata, con una giornata di formazione dedicata a insegnanti e dirigenti scolastici insieme al professor Dario Ianes.

Perché guardarsi negli occhi è così importante?

A spiegare il significato del titolo del progetto è stata la vicesindaca Francesca D’Alessandro.

«Guardare qualcuno negli occhi significa riconoscerlo nella sua soggettività, restituirgli identità, considerarlo una persona e non un oggetto».

Un gesto apparentemente semplice che racchiude un messaggio importante: nessuno appartiene a qualcun altro e ogni persona ha diritto di essere rispettata nelle proprie scelte e nella propria libertà.

Il progetto è promosso dall’Ambito Territoriale Sociale 15, in collaborazione con la Rete Locale Antiviolenza della Provincia di Macerata, e realizzato dall’associazione Help SOS Salute e Famiglia ODV.

Perché imparare a costruire relazioni sane significa anche saper ascoltare, riconoscere le emozioni, accettare un no e capire che il rispetto non è soltanto una parola da conoscere, ma un comportamento da mettere in pratica ogni giorno.


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Avatar Alessandra Pierini

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