
di Carlo Torregrossa Tu sapevi che a Camerino, esiste un luogo immerso nella natura, con scorci fantastici e unici? Parliamo del convento di Renacavata. Un luogo magico dove vivono i Frati cappuccini seguendo la loro cultura francescana che prevede l’insediamento in luoghi semplici e ritirati nella natura, ma non inaccessibili. Il convento nasce nel 1528 e da allora ospita l’ordine con il nome particolare che nulla a che fare col cappuccino che si beve a colazione. È proprio a Camerino che questo nome è nato, continua a leggere e scoprirai perché.
Oggi il monastero si trova al secondo posto della classifica nazionale de I luoghi del cuore Fai, subito dopo Le lame di Puglia a Bari. Questo magico luogo immerso tra i boschi è visitabile tutti i giorni, in due fasce orarie differenti: alle 10 di mattina e alle 16, basta prenotarsi al numero: 0737644480. A ricordarlo è Fra Fabio, guardiano del convento.
Il nuovo ordine francescano e la nascita di Renacavata.
Il Convento di Renacavata ha una storia molto antica, fu concesso da Caterina Cybo, duchessa di Camerino, ai Cappuccini. Il Convento non colpisce solamente per la sua bellezza e autenticità, ma anche per la sua storia. Questo luogo, infatti, ha visto la nascita di un nuovo ordine di frati cappuccini: i frati minori.
I frati minori Ludovico e Raffaele di Fossombrone volevano vivere una vita ermetica seguendo le regole di San Francesco. Scelsero quindi Renacavata, un luogo povero, ritirato, ma non troppo inaccessibile. Grazie al supporto della Duchessa di Camerino, Ludovico e Raffaele, seguiti da altri confratelli chiesero di creare un nuovo ordine di frati cappuccini.
Fra Fabio, il guardiano del convento di RenacavataPapa Clemente VII, il 3 luglio del 1528 concesse loro la Religionis Zelus, sancendo così la nascita dei frati minori dalla via ermetica. Questo ordine si aggiungeva ai già esistenti: Frati minori osservanti e i frati minori conventuali. Qualche anno più tardi però il nome cambiò, e l’ordine fu conosciuto con il nome di Frati minori cappuccini. L’appellativo fu dato ai frati dai bambini e dalle bambine di Camerino, che vedendo i loro cappucci a punta Li soprannominarono Cappuccini. Il nome divenne presto quello ufficiale dell’ordine.
Un luogo che offre molte bellezze
Il luogo è semplice, silenzioso e senza sfarzi, con un arredamento povero, fatto di fango vimini e legno, in pieno stile francescano. L’ordine vede infatti l’estrema semplicità come una forma di libertà. Renacavata quindi rappresenta il luogo perfetto.
Un convento con le murature scoperte, formato da piccole celle, un refettorio, ovvero una grande stanza dove i frati consumano insieme i pasti e, una piccola chiesa. Quest’ultima conserva una Terracotta in invetriata policroma.
La sacra conversazione
Invetriata policroma non è una parolaccia, ma una tecnica messa a punto da Luca della Robbia nel 1400.La tecnica prevede un processo simile alla fossilizzazione, questo garantisce all’opera una notevole resistenza nel tempo. La resa è simile a quella di una maiolica. La terracotta presente nella chiesa è stata realizzata tra il 1530 e il 1532 da Santi Buscaglioni, nome d’arte dello scultore Santi Michele, tra l’altro acerrimo antagonista di Della Robbia. L’opera raffigura “La sacra conversazione” tra Agnese e San Francesco che appare per la prima volta con il tradizionale abito dei cappuccini.
Nella chiesa si può trovare anche un altare dedicato a San Serafino di Montegranaro. Nel 1663, la chiesa fu dedicata alla purificazione di Maria. Vicino al Convento sorge anche il museo d’arte cappuccina. Il luogo ospita opere semplici, in puro stile francescano. Tutte create con legno, paglia e cuoio. All’interno di Renacavata i Frati vivono secondo le regole di San Francesco, che si spogliò di tutti i suoi beni materiali, vivendo così nella semplicità.
Nel cuore del cammino francescano
Il convento è da sempre il cuore del cammino francescano. Un pellegrinaggio di 400 chilometri, che parte da Fossombrone e arriva fino ad Ascoli Piceno.Per tutti i pellegrini Renacavata però rappresenta la meta più intensa del percorso. Un luogo semplice, ritirato dalla città e con uno splendido panorama, con un altissimo valore simbolico.
Il Convento di Renacavata nel tempo
Il convento negli anni ha visto diversi ammodernamenti e diverse modifiche. Nel 1650 sappiamo che il Convento ospitava circa 30 celle e 2 infermerie. Nel 1782 sorse la prima foresteria che ospitava le donne.
Renacavata fu soppresso nel 1810, ma fortunatamente venne riaperto nel 1815,vedendo sorgere 26 nuovi ampliamenti. Però i guai non finiscono mai e il convento subì un’altra soppressione nel 1866. I frati non si scoraggiarono e Renacavata riaprì nel 1895 subendo ancora nuove modifiche e ampliamenti. Questi lavori portarono alla nascita della biblioteca e della sartoria.
Il convento tra il 1968 e il 1972 subì una ristrutturazione completa. Così Nel 1965 venne creato un nuovo fabbricato indipendente, collegato al convento con una pensilina.
Rencavata luogo del cuore Fai

L’ultimo restauro risale al 1972, oggi però siamo nel 2026, sono passati molti, troppi anni. Per questo motivo oggi il convento ha bisogno di importanti interventi di riqualificazione. I luoghi del cuore Fai possono fare la differenza. Quest’iniziativa permette di valorizzare i luoghi presenti nei territori e, prevede due fasi: la prima riguarda gli anni pari dove si svolge il censimento.
Grazie a questo importante contest, i luoghi presenti in Italia possono partecipare gratuitamente ed essere votati, entrando poi in una classifica. Questa fase dura da maggio a dicembre ed è la tappa in cui ci troviamo noi. Oggi infatti, puoi votare sul sito del Fai il tuo luogo del cuore, hai tempo fino al 15 dicembre.
I primi tre classificati riceveranno un contributo in denaro per realizzare un progetto insieme al Fai. Il primo vincitore vedrà un premio di 70 mila euro, il secondo classificato 60 mila euro mentre la medaglia di bronzo riceverà 30 mila euro.
Negli anni dispari si svolge la seconda fase. Tutti coloro che hanno partecipato al censimento e hanno ottenuto almeno 3 mila voti, potranno partecipare al bando, in cui i luoghi possono richiedere un contributo economico fino ad un massimo di 50 mila euro per realizzare un progetto di restauro o valorizzazione culturale.
I luoghi del cuore è un’iniziativa Fai, nata per valorizzare il patrimonio e non lasciare perduti tutti quei luoghi che hanno un posto nel nostro cuore. Attualmente il convento di Renacavata occupa il secondo posto della classifica nazionale, secondo alle Lame di Puglia a Bari. Sarà possibile votare sul sito del Fai fino al 15 dicembre.






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