Una spilletta per sentirsi ufficialmente parte della scuola, la musica, i consigli di chi ha già percorso le stesse aule e l’invito di un campione a non avere paura di sognare in grande. Il Liceo classico e linguistico “G. Leopardi” di Macerata ha dato il benvenuto alle studentesse e agli studenti delle classi prime con la tradizionale Festa della matricola. Ospite d’eccezione il nuotatore Simone Ruffini.
Un piccolo rito per segnare l’inizio di una nuova avventura. Sabato 26 settembre il Liceo classico e linguistico “G. Leopardi” di Macerata ha festeggiato le sue nuove matricole, concludendo così il progetto dedicato all’accoglienza delle ragazze e dei ragazzi che hanno appena iniziato il loro percorso nella scuola superiore.
A dare il via alla festa è stata la musica di Veronica Giannandrea, ex studentessa del Liceo, che si è esibita al clarinetto con un omaggio a Manuel de Falla. Intervistata dai giovani conduttori Elena Spinelli e Federico Mazzè, ha lasciato alle matricole un consiglio importante: non abbandonare le proprie passioni, perché proprio ciò che amiamo può aiutarci ad affrontare con maggiore energia anche l’impegno scolastico.
Una nuova scuola, tante opportunità da scoprire
Ad accogliere ufficialmente le classi prime è stato il dirigente scolastico Simone Cartuccia, che ha definito l’ingresso al Liceo un vero e proprio spartiacque tra infanzia e adolescenza. Un percorso che richiede impegno, ma che offre anche tante occasioni per scoprire interessi e capacità nuove, grazie alle attività extracurricolari, ai viaggi studio all’estero e ai corsi pomeridiani dedicati ai diversi linguaggi artistici.
Alla festa è intervenuta anche la vicesindaca di Macerata Francesca D’Alessandro, che ha invitato ragazze e ragazzi a sfruttare tutte le opportunità offerte dalla scuola per prepararsi alle grandi sfide del presente e del futuro, a cominciare dall’Intelligenza Artificiale.

A rappresentare l’Università di Macerata è stata invece la professoressa Simona Antolini, che ha ricordato quanto lo studio delle discipline antichistiche possa essere importante per sviluppare il pensiero critico, indispensabile per imparare a orientarsi tra le tantissime informazioni che ogni giorno ci raggiungono. Tra gli obiettivi fondamentali dell’insegnamento ha richiamato anche l’autonomia e la libertà.
Una spilletta e il passaggio del testimone
Poi è arrivato uno dei momenti più attesi: alcune studentesse e alcuni studenti delle classi quinte hanno consegnato alle matricole le spillette con il logo del Liceo.
Un gesto semplice, ma ricco di significato: chi sta per concludere il proprio percorso passa simbolicamente il testimone a chi ha appena cominciato. E da quel momento le nuove matricole possono sentirsi ancora un po’ di più parte della comunità scolastica del Leopardi.
Simone Ruffini: «Sognate in grande e senza paura»
Ospite d’onore della festa è stato Simone Ruffini, nuotatore di fondo tolentinate e campione del mondo della 25 chilometri in acque libere a Kazan nel 2015.

Rispondendo alle domande di Elena e Federico, Ruffini ha raccontato alle ragazze e ai ragazzi quanto sport e studio possano avere qualcosa in comune: entrambi richiedono costanza e la capacità di continuare anche quando arrivano la stanchezza e gli insuccessi.
Il suo messaggio alle matricole è stato soprattutto un invito a sognare in grande e senza paura, sapendo che lungo il percorso potranno contare sulle persone che sono loro accanto: famiglie, amici, docenti e allenatori.
A chiudere la festa è stata ancora una volta la musica. Carolina Galassi, studentessa della classe 5 G-L, ha cantato Diamanti di Giorgia, regalando alle nuove matricole l’ultima emozione di un pomeriggio che ha segnato simbolicamente l’inizio del loro viaggio al Liceo Leopardi.






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