
Studenti di Appignano sono immedesimati e immedesimate in soldati, genitori e fidanzati della Prima guerra mondiale, leggendo lettere e poesie al Monumento ai Caduti.
In prima fila per le celebrazioni dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate gli alunni e le alunne dell’Istituto comprensivo “Luca della Robbia” di Appignano, protagonisti di una commemorazione intensa e commovente.
La cerimonia
Alla presenza del sindaco Mariano Calamita e della sindaca dei ragazzi Matilde Angeloni di numerose autorità cittadine, oltre venti bambini e bambine delle classi quinte della scuola primaria hanno letto, davanti alla corona d’alloro deposta al Monumento ai Caduti, lettere elaborate dopo un approfondito percorso didattico scolastico.

I diari della Prima Guerra Mondiale
Guidati dalle insegnanti, hanno visto documentari e letto con attenzione i diari dei soldati della Prima guerra mondiale, confrontandosi con testimonianze storiche e ponendosi in empatia con le vicende di oltre un secolo fa. Immedesimandosi nei panni di soldati, madri, padri, parenti e fidanzati, hanno così composto loro stessi lettere che esprimono le paure, le speranze e le emozioni di chi visse quegli anni tragici.

«Ricordare chi ha sacrificato la propria vita significa riconoscere il valore della pace e della libertà che oggi godiamo. – ha spiegato l’insegnante Federica Arcangeli – In un momento storico segnato da crisi e conflitti, è fondamentale che i giovani comprendano il prezzo di quei valori e coltivino la memoria come antidoto all’indifferenza. La partecipazione attiva dei nostri studenti sia al percorso didattico che alle celebrazioni, dimostra che la scuola resta il luogo migliore per trasmettere responsabilità civica, empatia e speranza: educare le nuove generazioni alla memoria è il modo migliore per onorare i caduti e formare cittadini consapevoli per un futuro più giusto e pacifico».

Le letture, intense e commoventi, si sono concluse, tra le note dell’Inno d’Italia suonato dal Corpo Bandistico Città di Appignano, con la poesia “Sorridere alla vita” di Battista Cherubini, reduce della Grande Guerra, scelta per il suo messaggio di resilienza e speranza: un invito a non arrendersi di fronte alla sofferenza e a guardare con fiducia al futuro.


