
di Alessandra Pierini
È una giornata storica per San Severino Marche. Il presidente Sergio Mattarella ha scelto il bellissimo borgo maceratese per celebrare il 25 aprile, giornata della Liberazione.
Non solo, a modo suo e con quel carisma, potente ma moderato, ha lasciato il segno. Proprio da qui, durante la cerimonia al teatro Feronia alla quale hanno partecipato rappresentanti istituzionali, militari e religiosi, oltre a una delegazione delle scuole cittadine che hanno ascoltato con grande attenzione e sventolando delle bandierine tricolore, il presidente della Repubblica ha ribadito l’importanza di valori quali libertà e pace condivisa tra tutti i popoli.
«Resistenza oggi e sempre»
«Da San Severino, intendiamo sottolineare – ha detto– insieme al carattere della nostra ferma unità, la nostra determinazione nella difesa delle nostre libertà, la nostra convinta apertura a condividere, con gli altri popoli, i valori della giustizia e della pace. Ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!» per poi aggiungere «Questo il senso della Resistenza. Opporsi alla violenza dell’uomo sull’uomo».

E ancora, dopo aver ricordato momenti storici, personaggi illustri e vittime del periodo della Resistenza, ha continuato: «Da San Severino Marche, segnata dalle prove del sisma di dieci anni or sono, dalle recenti alluvioni, si conferma la volontà di risorgere. La Repubblica è riconoscente alla gente delle Marche per il contributo che ha fornito alla sua fondazione e al suo svilupparsi. Viva la Liberazione, viva la Repubblica».

San Severino era in fermento già dalle prime ore della mattina. Il sole accecante e il cielo terzo trasformano la già di suo suggestiva piazza del Popolo e la rendono scintillante.
Sventolano bandierine in ogni angolo, fornite direttamente dall’organizzazione. Il tricolore è alle finestre, nei bar, lungo la strada in un tripudio di nazionalità.
Il territorio maceratese in un teatro
Imponente il servizio d’ordine. Forze armate sono tutte schierate, divise e uniformi delle grandi occasioni. Il presidente Mattarella è arrivato in perfetto orario.

Dopo aver deposto con il ministro Guido Crosetto, una corona d’alloro al Monumento dei Caduti, è entrato in piazza dove è stato accolto dai tantissimi cittadini e dalle tantissime cittadine presenti. Poi è entrato in teatro per la cerimonia condotta da Francesco Rapaccioni, direttore artistico del teatro. Presente anche la vice presidente della Camera
Le lettere di Rosa Piermattei
La sindaca della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che aveva scritto più volte al Capo dello Stato per invitarlo in città in occasione del 25 aprile, lo ha ringraziato per la sua presenza: «Grazie, Presidente, per tenere viva la fiamma della memoria.

Grazie Presidente per essere qui con noi in questa Città che rappresenta anche il popolo del terremoto e i marchigiani tutti, una popolazione resiliente che vuole rialzarsi ma che potrà farlo solo con l’aiuto della Nazione intera».
Le insidie di questo tempo
Poi il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli ha fatto un riferimento anche alla fase storica che il Paese sta vivendo per poi affermare: «Dal Dopoguerra ad oggi i valori della Costituzione hanno garantito pace e solidarietà, libertà e democrazia, crescita e uguaglianza. Sono valori che appartengono al Dna del popolo italiano e che ci impegniamo ogni giorno a tutelare, per difendere il presente dalle insidie di questo tempo e per costruire un futuro di pace e prosperità».
La terra della rinascita

Il ricercatore e scrittore Matteo Petracci ha ripercorso la storia della Resistenza nelle Marche. Gli interventi sono stati intervallati dalle letture dell’attore Neri Marcorè, accompagnato dal musicista Daniele Di Battista che, al bandoneon, ha anche suonato una versione molto emozionante di “Bella ciao”.
Poi la ripartenza del presidente Sergio Mattarella atteso dalla folla rimasta in piazza. il presidente ha incontrato bambini e bambine di una scuola cittadina e ha ricevuto un libro in omaggio da un uomo su una sedia ruote. Per poi rimettersi in viaggio lasciando il segno a San Severino e nelle Marche dove aveva già scelto di celebrare la Giornata delle Forze Armate ad Ancona.





