Quando a fare le domande sono bambini e bambine, anche l’ufficio del sindaco può trasformarsi per una mattina in una piccola redazione giornalistica. È quello che è successo con la classe quinta A della scuola primaria “Dolores Prato” di Treia, che ha fatto visita al Comune per conoscere più da vicino il lavoro del primo cittadino e scoprire come funziona l’amministrazione della città.
Ad accogliere la classe è stato il sindaco Franco Capponi, che si è trovato questa volta in una vera e propria intervista. Studentesse e studenti, pieni di curiosità e con tante domande da fare, gli hanno chiesto di raccontare la sua esperienza amministrativa, le responsabilità di un sindaco e i diversi aspetti del suo lavoro quotidiano.
Cosa succede in Municipio
L’incontro è stato pensato proprio per avvicinare i più giovani alle istituzioni, ma senza una lezione tradizionale: il punto di partenza sono state le loro domande e la voglia di capire che cosa succede dentro il municipio e chi prende le decisioni che riguardano la città.
La conversazione non si è fermata però al presente. C’è stato spazio anche per parlare di sogni e futuro e questa volta sono stati bambini e bambine a raccontarsi, confidando al sindaco che cosa vorrebbero fare da grandi.

Domanda dopo domanda, la visita è diventata così un modo per comprendere meglio che cosa significhi amministrare una città, ma anche per scoprire che la partecipazione alla vita della propria comunità non è qualcosa che riguarda soltanto gli adulti. Anche le idee, le curiosità e il punto di vista dei più piccoli possono contribuire a guardare la città con occhi diversi.
Il Comune è la casa di tutti e tutte
«Incontri come questo sono preziosi perché ci ricordano quanto sia importante spiegare ai bambini, con parole semplici, come funziona il Comune e che cosa significa amministrare una città – ha commentato il sindaco Franco Capponi –. Mi ha fatto piacere ascoltare le loro domande, la loro curiosità e il loro modo diretto di guardare alle cose. Il Comune è la casa di tutti e anche loro, con le loro idee e le loro domande, ne fanno parte».
E per la quinta A, almeno per una mattina, il municipio è diventato anche un posto dove sperimentare un mestiere: quello di chi fa domande per conoscere, capire e poi raccontare.






Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.