Un calcio al razzismo con il Mundialittu: il Ghana vince la prima edizione

3 min

La prima edizione del Mundialittu, organizzata da Strada Comune, insieme alla Casa del Popolo di Macerata, si è conclusa ieri pomeriggio alla bocciofila XXIV Maggio


Spargi la voce:

«Dribbla l’odio, passa il rispetto». Questo è lo slogan della prima edizione de il Mundialittu, l’evento organizzato da Strada Comune, insieme alla Casa del popolo di Macerata, per dimostrare che lo sport unisce e rimuove tutte le differenze.
Alla bocciofila XXIV maggio di Macerata si sono svolte due giornate di eventi sportivi e di solidarietà per dimostrate che ognuno di noi fa parte di una grande comunità in cui nessuna e nessuno deve essere lasciato solo. Tutto il ricavato andrà alla squadra Al Haddaf Team, che riunisce ragazzi dai 6 ai 17 anni originari di Beit Lahia e sfollati nella Striscia di Gaza.

Il calcio, un linguaggio universale per l’integrazione

Il Mundialittu unisce tutte e tutti nel segno del rispetto, della comunità e dello sport: «Credo che sia sempre più importante dimostrare che si possa stare insieme in modo pacifico – afferma Alberto Cicarè, consigliere comunale di Strada Comune – Macerata è una città in cui ci sono troppe comunità che non si parlano. Noi abbiamo pensato di farlo con il calcio, che è sempre un linguaggio universale».

Alberto Cicarè al campo della Bocciofila XXIV Maggio

L’integrazione che si è vista alla Bocciofila XXIV settembre, risponde in maniera netta anche a chi oggi, considera un problema la presenza di stranieri all’interno delle scuole italiane: «rispondendo anche a certi discorsi odiosi e cinici che fanno del male a questa società» conclude Cicarè.

Il sogno di Mohammed.

La manifestazione ha preso il via venerdì con la presentazione del libro di Cristiana Pulcinella “Il sogno di Mohammed. La storia vera di un’amicizia sportiva tra Napoli e Gaza” (Il battello a vapore 2026), con l’autrice in video collegamento.  In seguito, una cena di beneficenza per la squadra Al Haddaf Team.

Calcetto multietnico

Sabato invece è stato il campo a parlare, dalle 9:30 della mattina fino al tardo pomeriggio, si è svolto un torneo multietnico di calcio a cinque. Dodici squadre di diverse nazionalità: Argentina, Perù, Ghana, Senegal, Nigeria, Moldavia, Burkina Faso, Marocco, Macedonia, I pistacoppi maceratesi, Spartek San Gennaro, di Napoli, che hanno schierato in campo due ragazzi detenuti e Gran Colombia, che unisce ragazzi colombiani e venezuelani.

Le squadre erano molte di più, molte hanno chiesto di iscriversi fino a poche ore dall’inizio dell’evento. Questo evidenzia la grande e sentita partecipazione, ma è anche un buon auspicio per un evento che l’anno prossimo, quasi sicuramente si ripeterà.

Un’azione della partita de Il mundialittu

«È un bellissimo torneo perché c’è tanta integrazione – sottolinea Jeremi Flores, un giocatore della Furia Chalaca (Perù) – È un bel raduno perché si sta tutti insieme in un clima di festa. Speriamo lo rifacciano tutti gli anni».

Furia Chalaca che rappresentava il Perù

«Questa iniziativa unisce tutti i popoli – gli fa eco un giocatore del Ghana – Una squadra arrivava addirittura da Napoli (Sparatek San Gennaro) facendosi ben quattro cinque ore di viaggio per arrivare qua, questo dimostra quanto sposino la causa. C’è stato poi un momento molto emozionante in cui si è urlato Palestina libera».

Un giocatore del Ghana al campo della bocciofila XXIV maggio

Le partite sono proseguite fino al tardo pomeriggio. Un momento di gioco e partecipazione che ha visto molte persone, di nazionalità diverse scherzare e ridere insieme.

La finale ha visto sfidarsi il Ghana contro il Perù. Ad avere la meglio è stata il Ghana, che ha alzato la coppa sul campo dell’integrazione.


Spargi la voce:

Commenti

Lascia un commento