Volley, il giovane talento Alessandro Becchio: «Il mio sogno è giocare in nazionale»

Il giocatore della Pallavolo Macerata è stato intervistato da studenti e studentesse della scuola media dell'Istituto comprensivo della Robbia di Appignano nell'ambito di un laboratorio di giornalismo a cura di Cronache Junior

Alessandro Becchio nella scuola di Appignano
Alessandro Becchio nella scuola di Appignano durante l’intervista

Alessandro Becchio è un giocatore della Pallavolo Macerata. È stato intervistato da studenti e studentesse della scuola media dell’Istituto comprensivo della Robbia di Appignano nell’ambito di un laboratorio di giornalismo a cura di Cronache Junior.

Ha partecipato all’intervista il gruppo di Cronisti in classe composto da Lavinia Mattutini, Francesco Davalos, Filippo Fermani, Antonio La Riccia, Leonardo Massera, Pietro Pallotto, Lorenzo Rango, Khadija Raqabi, Martina Scarponi, Wami Sophia Seddone, Augusto Valentini, Bianca Paoletti, Jasin Bajram, Viola Salvatelli, Benedetta Bratti, Rabab Medhoune, Zoe Bravi, Braulio Davalos, Marta Rogazzo, Leonardo Piercamilli.

Di seguito l’intervista.
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Alessandro Becchio, giovane palleggiatore originario di Torino, desideroso di giocare in nazionale, offre dettagli sul suo ruolo dando ispirazione a tutti i pallavolisti presenti nel gruppo dei giovani intervistatori e delle giovani intervistatrici. La madre lo invitò a diventare pallavolista ed ubbidire fu una delle sue scelte più giuste, infatti è diventato alzatore della Pallavolo Macerata che milita in serie A2.

Una famiglia di pallavolisti

Da dove è nata la sua passione per la pallavolo?
«Vengo da una famiglia di pallavolisti; da bambino praticavo basket, ma mia mamma mi ha convinto a cambiare e dedicarmi alla pallavolo e quindi è iniziata da lì questa avventura».

A che età ha iniziato pallavolo?
«Ho iniziato a 12-13 anni e ho giocato in giovanile fino a 17-18 anni».

Cosa ha provato la prima volta in campo?
«Le prime volte ho provato le stesse emozioni che sperimento ora: prima della partita tensione, un po’ di paura nel senso buono del termine, in campo divertimento, felicità e molte altre belle emozioni».

Quando ha iniziato la pallavolo eri già un talento o ha lavorato per stare a questi livelli?
«No, non mi reputo un talento; vorrei portare a termine l’impegno che ho preso non saltando nemmeno un allenamento; ho lavorato molto duramente per raggiungere questo traguardo, ma devo ammettere che sono nato in una famiglia di pallavolisti quindi in qualche modo questo era già il mio mondo».

Come hanno reagito i tuoi genitori quando ha iniziato a giocare con la Pallavolo Macerata?
«Mia madre, come già accennavo, mi ha spinto a giocare a pallavolo perché questo sport è molto seguito dalla mia famiglia ed ora è molto orgogliosa di me».

Un sogno da realizzare

Si trova bene in questa società o vorrebbe cambiare?
«Mi trovo bene, il clima è calmo e tranquillo; mi piace stare con i miei compagni».

Com’è il clima all’interno della squadra?
«Ci sono stati dei momenti positivi e altri negativi come accade nelle sconfitte, ma non c’è mai stato un cambiamento di clima: abbiamo riso e scherzato sia nei momenti di sconfitta sia in quelli di vittoria. Siamo un bel gruppo e ci divertiamo molto a stare insieme».

Qual è il suo sogno?
«Il mio sogno è giocare in nazionale. Oltre ad essere un sogno, questo è anche un obbiettivo».

In quale altra squadra vorrebbe giocare e perché?
«Come ho appena detto mi piacerebbe giocare in nazionale, oppure in una squadra in super lega; intanto so che l’anno prossimo resterò qui a Macerata».

Tra allenamenti e PlayStation

Come sono le sue giornate?
«Le mie giornate non sono tutte uguali, ce ne sono tre diversi tipi:
-la mattina allenamento nella sala pesi, mentre il pomeriggio allenamento in palestra;
-solo allenamento il pomeriggio;
-solamente partita;
Ogni giorno mi sveglio molto presto, studio seguendo lezioni universitarie online o mi riposo, faccio un pranzo leggero e nel pomeriggio mi alleno; la sera mi riposo oppure gioco con i miei amici di Torino alla playstation, in particolare a Fortnite».

C’è una dieta particolare per voi pallavolisti?
«Non abbiamo né una dieta particolare, né un nutrizionista che ci segue, ma l’alimentazione dev’essere bilanciata e l’importante è non esagerare con il cibo».

Alessandro Becchio nella scuola di Appignano

 

Il palleggiatore, una specie di regista

Come si sente a ricoprire il ruolo di palleggiatore nella squadra Volley Macerata?
«Il mio è un ruolo importante: sono una specie di regista che decide chi attacca e chi difende e ho anche il compito di mantenere un bel clima in squadra».

Ha sempre ricoperto questo ruolo?
«Da piccolo giocavamo in tre, ma poi ha cominciato a giocare in squadra con sei giocatori ed ho iniziato a svolgere il ruolo di palleggiatore che fin da allora mi piace molto».

Gioca titolare?
«No, ma mi piacerebbe giocare titolare, però cerco di essere sempre pronto allenandomi con grande impegno».

Nel suo percorso di pallavolista c’è mai stato un momento in cui ha pensato di mollare questo sport? Se sì, come l’ha superato?
«No, non ho mai passato un momento del genere perché non è stato poi così lungo il mio percorso, ma quando faccio un allenamento al di sotto delle mie possibilità o gioco male una partita sto un po’ giù. Se sbaglio cerco di migliorare».

Ha mai avuto infortuni che hanno messo a rischio la sua carriera?
«No, fortunatamente no, forse qualche distorsione alla caviglia che è molto frequente per noi palleggiatori».

Alessandro Becchio da bambino

Le manca Torino?
«All’inizio no, poi col trascorrere del tempo ti iniziano a mancare tutti: i genitori, gli amici, la ragazza».

Quale era il suo sogno da bambino?
«Il mio sogno era avere successo in una cosa che so fare: forse è la pallavolo.

Qual era il suo idolo da ragazzo?
«Non ho un idolo preciso però ho conosciuto tanti giocatori famosi visto che mio zio era un allenatore della nazionale, perciò andavo negli spogliatoi ogni volta che finivano le partite per scambiare un saluto con loro».

Com’era il suo rendimento scolastico?
«Me la sono sempre cavata, avevo una media tra il 7 e il 7 e mezzo. Una cosa che mi ha aiutato molto è stata la capacità di ricordare facilmente gli argomenti».

Quali erano le materie che le piacevano di più?
«La materia che mi piaceva di più era la storia specialmente quella moderna e contemporanea, poi ovviamente mi piaceva anche educazione fisica».

Ha fratelli o sorelle che hanno raggiunto alti livelli nella pallavolo?
«Ho una sorella che non pratica pallavolo e una cugina che segue questo sport ,ma non ancora a livelli alti: gioca nelle squadre giovanili».

Che sport pratica sua sorella?
«Mia sorella pratica equitazione, ma per i miei genitori è difficile sopportarlo».

La passione per la musica e un cane bovaro ad aspettarlo

Segue o pratica altri sport?
«Mi piacciono il basket, il tennis e seguo anche il calcio anche se non guardo le partite; sono tifoso del Torino».

Ha mai avuto un animale domestico?
«Ho avuto due gatti e ora ho un cane bovaro: è molto grande e si chiama Jake».

Alessandro Becchio nella scuola di Appignano

Che tipo di cane preferisce?
«Mi piacciono tutti i cani ma, se devo proprio scegliere direi il Golden Retriever».

Quando ha del tempo libero oltre alla pallavolo fa qualcos’altro?
«Studio e la sera mi piace giocare ai videogiochi con gli amici, mi piace ascoltare la musica; non avendo ancora amici qui a Macerata oltre ai compagni di squadra, non esco molto spesso».

Hai detto che ama la musica: qual è il suo cantante preferito?
«Sì, mi piace molto ascoltare musica. Il mio genere preferito è la trap. I miei cantanti preferiti sono Shiva e Artie 5 e se dovessi scegliere una canzone preferita direi 7ELEVEN».

Come immagina il suo futuro?
«Il mio futuro lo immagino come giocatore di pallavolo, se dovesse andar male darei più spazio allo studio rispetto a quanto sto già facendo».

Quale consiglio darebbe a noi pallavolisti e pallavoliste?
«Lavorare sempre di più, non sprecare tempo, fare sempre il possibile in modo da non avere rimpianti».

Il laboratorio di giornalismo con Cronache Junior
Il laboratorio di giornalismo con Cronache Junior

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