
Un’aula magna trasformata in teatro, bambini e bambine protagonisti senza distinzioni e un messaggio universale che parla di pace. È andato in scena il recital natalizio “La pace in valigia”. Attori i piccoli allievi e allieve della scuola Dante Alighieri di Civitanova, al loro debutto con una rappresentazione teatrale.
In viaggio verso la pace
Uno spettacolo semplice ma fortemente simbolico, capace di raccontare l’anima di una scuola “internazionale” che punta all’inclusione, alla partecipazione e all’educazione ai valori.
Canzoni, poesie, piccoli balletti e dialoghi hanno accompagnato il pubblico in un viaggio metaforico verso la pace, tema centrale e universale dello spettacolo. Tutti i bambini e le bambine hanno avuto un ruolo, ciascuno secondo i propri talenti e inclinazioni, contribuendo alla riuscita del recital in un clima di entusiasmo e condivisione.

Le scenografie, realizzate con i disegni degli alunni e delle alunne, hanno reso l’allestimento ancora più autentico, restituendo l’immagine di una scuola viva, accogliente e capace di valorizzare ogni singola individualità.
Numerosa la presenza delle famiglie, che hanno riempito l’aula magna e seguito con partecipazione ogni esibizione, sottolineando con lunghi applausi il lavoro svolto dai bambini, dalle bambine e dalle insegnanti.

Una scuola intima accorcia le distanze
Al termine del recital è intervenuta anche la dirigente scolastica Rita Fazio, che ha ringraziato tutte e tutti per l’impegno e la qualità del lavoro svolto, sottolineando l’importanza di iniziative capaci di coniugare espressione artistica ed educazione ai valori universali. Momento di commozione anche per il personale scolastico che è stato omaggiato di un ringraziamento speciale per l’attenzione e il lavoro di cura.
La Dante Alighieri è infatti la scuola più antica di Civitanova, l’unica presente in centro: la sua dimensione raccolta e intima in questi anni ha accorciato la distanza tra famiglie, docenti, ragazze e ragazzi che vivono come se fossero un’unica classe tutto il percorso di studi dalla prima elementare alla quinta. Anche il recital ha visto mescolate le classi. Un orientamento che è voluto come vettore di inclusione, crescita e accoglienza.



