A Pieve Torina le vittime si chiamano per nome, a Recanati un cantiere dei diritti

Per il Giorno della memoria iniziative con i giovani e le giovani in diversi comuni maceratesi. A Corridonia il reading “Mai dimenticherò quella notte”

I nomi di 207 bambini e bambine italiani deportati dal ghetto di Roma
I nomi di 207 bambini e bambine italiani deportati dal ghetto di Roma

Ricordare per non dimenticare, ma soprattutto per comprendere. In occasione del Giorno della Memoria, diversi Comuni maceratesi hanno promosso iniziative rivolte alla cittadinanza e alle giovani generazioni, trasformando il ricordo della Shoah in un momento di riflessione collettiva, cultura e consapevolezza.

Pieve Torina: leggere i nomi per restituire dignità alle vittime

A Pieve Torina, la commemorazione ha coinvolto le alunne e gli alunni dell’Istituto scolastico “Monsignor Paoletti”. La cerimonia si è svolta davanti alla targa d’inciampo collocata nel Parco Rodari, dove ragazze e ragazzi hanno letto ad alta voce i nomi dei 207 bambini e bambine italiani di origine ebraica rastrellati nel ghetto di Roma il 16 ottobre 1943 e deportati ad Auschwitz.

«È importante che nelle nuove generazioni rimanga viva la consapevolezza di ciò che è accaduto» ha sottolineato il sindaco Alessandro Gentilucci, ringraziando il dirigente scolastico Emilio Procaccini per la collaborazione. Il primo cittadino ha ricordato come la guerra colpisca sempre i più piccoli e come il 27 gennaio, al pari del 25 aprile, rappresenti una data simbolo per trasmettere valori fondamentali quali libertà, dignità, rispetto e tolleranza.

La mattinata si è conclusa con la visione del filmato “L’albero di Anne”, tratto dal diario di Anna Frank, nella sala immersiva del Museo della Nostra Terra.

Recanati: il “cantiere dei diritti” della scuola Patrizi

A Recanati, la Scuola secondaria di primo grado “Patrizi” ha trasformato il Giorno della Memoria in un vero e proprio percorso educativo, giunto al terzo anno. Le iniziative sono state presentate dalla sindaca della scuola Giulia Corradini Flamini insieme alla Giunta delle studentesse e degli studenti, che hanno ribadito come la memoria non sia solo ricordo del passato, ma responsabilità nel presente.

Il Giorno della memoria a Recanati
Il Giorno della memoria a Recanati

Fulcro del percorso è stata la lettura del libro Il pane perduto di Edith Bruck, seguita da un emozionante incontro online con l’autrice il 26 gennaio. Attraverso testimonianze, scrittura riflessiva e lo studio dei documenti sui diritti umani, ragazze e ragazzi hanno riflettuto su ciò che è essenziale per la propria identità e su come difendere la dignità e la libertà di tutte e tutti.

L'orchestra scolastica a Recanati

Suggestivo il passaggio nel “cantiere dei diritti”, un corridoio simbolico che ricordava come i diritti non siano mai definitivamente acquisiti. Importante anche il contributo musicale dell’orchestra della scuola, che ha eseguito brani tra cui Auschwitz di Francesco Guccini, sia a scuola sia in Aula Magna del Comune, durante un evento promosso dall’Istituto Storico di Macerata e dall’Anpi.

Corridonia: la memoria raccontata con parole e musica

Anche il Comune di Corridonia ha celebrato il Giorno della Memoria con un appuntamento dal forte valore simbolico ed emotivo. Martedì 27 gennaio, nel Salone del Centro di Aggregazione Giovanile “Pippo per gli Amici”, è andato in scena il reading “Mai dimenticherò quella notte”, con adattamento e regia di Fabiana Vivani, affiancata in scena da Matteo Monachesi.

Fabiana Vivani, Matteo Monachesi e Del Carpio
Fabiana Vivani, Monica Del Carpio e Matteo Monachesi

La serata, impreziosita dall’esecuzione musicale di Monica Del Carpio al violoncello, ha dato voce a poesie e testi di grandi autori e autrici come Joyce Lussu, Etty Hillesum, Bertolt Brecht, Primo Levi, Elie Wiesel, Viktor Frankl, Hannah Arendt, Salvatore Quasimodo e Francesco Guccini. Un percorso intenso tra parole, pensiero e musica, capace di coinvolgere profondamente il pubblico.

«È fondamentale e urgente costruire una memoria per quando non ci sarà più testimonianza» ha affermato la sindaca Giuliana Giampaoli. «Con rispetto e delicatezza abbiamo voluto dare voce a un passato drammatico che è molto meno lontano di quanto sembri».

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